LA RICERCA SCIENTIFICA

Alcune malattie oggi, come la leucemia linfoblastica acuta e il linfoma diffuso a grandi cellule danno un’aspettativa di vita molto bassa o nulla. Sostenere la ricerca scientifica in quest’ambito, unica vera speranza di vita per i nostri piccoli e giovani pazienti, è fondamentale e primario, sia per una risposta definitiva a queste orribili patologie, ma soprattutto per la possibilità di aprire nuovi scenari attraverso nuove terapie e tecniche diagnostiche e prognostiche.
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LE ALI DI FLAVIO OdV a sostegno del PROGETTO  CAR-T

La nuova terapia immunitaria cellulare per la cura dei tumori ematologici

Cosa si intende per immunoterapia e cosa sono le CAR T cells

L’immunoterapia rappresenta una delle strategie più innovative e promettenti nella ricerca contro il cancro . Si basa su differenti metodiche accomunate dalla capacità di attivare il sistema immunitario contro le cellule tumorali. Uno dei metodi per restituire alle cellule del sistema immunitario, nel caso specifico i linfociti T, la capacità di riconoscere la cellula tumorale, è reso possibile grazie all’introduzione all’interno di queste cellule del gene per un CAR (Chimeric Antigen Receptor). Questa proteina rende le cellule T in grado di legarsi a una molecola espressa dalla cellula tumorale, che rappresenta quindi la “chiave” per identificare il tumore. Una volta legata la cellula maligna, il CAR determina l’attivazione dell’arsenale tossico della cellula T che, infine, induce la morte della cellula tumorale.

Come funziona praticamente la terapia con CAR T cells, chi può beneficiarne e quali rischi comporta

I pazienti che, valutati sulla base delle caratteristiche di malattia e degli esami richiesti nel corso dello screening previsto dagli studi sperimentali, risultino eleggibili ai protocolli attualmente attivi presso il Nostro Ospedale, vengono sottoposti in una prima fase alla procedura di cosiddetta linfocitoaferesi, ossia alla raccolta di linfociti T dal sangue. Le cellule vengono quindi inviate ai laboratori della Nostra Officina Farmaceutica, laboratori GMP-grade accreditati da AIFA per la terapia cellulare e la terapia genica, dove vengono modificate geneticamente per esprimere il CAR. Una volta pronte, e superate le analisi di qualità che confermano la funzionalità e la sicurezza del prodotto, le cellule CAR-T vengono congelate per essere reinfuse al momento opportuno.

I CAR T attualmente approvati per uso clinico nel Nostro Ospedale sono in grado di identificare, quale “chiave” di riconoscimento del tumore, le molecole CD19 o GD2. I pazienti che possono beneficiare della terapia con CAR T cells, pertanto, sono pazienti affetti da patologie ematologiche maligne a cellule B CD19-positive (leucemie linfoblastiche B e Linfomi Non-Hodgkin) o da neuroblastoma, neoplasia che esprime GD2.

La più frequente tossicità associata a CAR-T è la cosiddetta Sindrome da Rilascio Citochinico (CRS), uno stato di infiammazione acuta dovuta al rilascio, da parte delle cellule T attivate, di alcune proteine dell’infiammazione note come citochine. La sintomatologia può essere da lieve, con malessere e febbre, ad estremamente rilevante, nei casi più severi tale da richiedere il supporto avanzato delle funzioni vitali. Disponiamo tuttavia di numerose terapie per la gestione di tale complicanza. Oltre a farmaci più convenzionali, per aumentare la sicurezza dell’approccio abbiamo inserito nella nostra molecola un “interruttore di sicurezza”. Si tratta di un gene che, se attivato con la somministrazione del farmaco apposito Rimiducid®, è in grado di determinare la rapida ed efficace eliminazione delle cellule CAR-T, garantendo il controllo dei sintomi.

Il Prof Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia e Terapia Cellulare e Genica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. È uno dei pionieri a livello mondiale di questa forma d’immunoterapia. Sta conducendo alcune ricerche per migliorare l’approccio terapeutico alle leucemie linfoblastiche acute pediatriche a cellule B resistenti alle terapie tradizionali attraverso l’utilizzo di cellule CAR-T.

Fonte: Dipartimento di Oncoematologia Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Roma